Posterous theme by Cory Watilo

C'è sempre una prima volta per tutto. Anche per i barcamp.

È lunedì, il solito lunedì pieno di buoni propositi.

Provo mentalmente a stilare una to-do list, mi dico che dovrei scriverla, ci penso sempre e lo faccio molto di rado, tanto poi metto la spunta sempre a pochissime cose.

Ma questa esperienza di sabato scorso (23 ottobre 2010 per essere precisi) voglio proprio raccontarla, un po' perché mi è rimasta dentro in maniera positiva, un po' perché penso sia sempre una buona idea quella della condivisione, un po' anche perché ho spammato talmente tanto ai miei amici di questa cosa che mi sembra giusto che alla fine, dopo averla vissuta, mi metta “a tavolino” e la racconti a chi non ha potuto partecipare; dovevamo essere in molti ma alla fine mi son ritrovata a fare una gita fuori porta e romanticamente 2.0 con il mio Amore.

Cercherò di esser breve”, è la solita premessa che di solito anticipa post lunghissimi, e si sa che i post lunghissimi non se li legge mai nessuno. I miei poi, nemmeno se son corti! :)

Per le informazioni “istituzionali” sull'EAVIcamp rimando al blog ufficiale, magistralmente aggiornato dall'organizzazione anche in tempo reale, cosa che ha dato la possibilità a chi non c'era di vedere tutto in streaming.

Per me è stata la prima esperienza di barcamp ed ero molto eccitata al solo fatto di trovarmi lì con questi megablogger, ipersocial, superduepuntozero, terageek del web. Mi sentivo un po' spaesata e allo stesso tempo “a casa”, alcune di quelle persone le conoscevo già, anche solo seguendo i vari loro blog, twitter, tumblr, feed e le varie briciole di pollicino sparse in rete.  Un paio li ho riconosciuti dall'avatar, altri dal nickname. :) È incredibile questa cosa, puoi dire di conoscere della gente solo seguendo degli aggiornamenti online? Paradossalmente sì.

La prima persona che ho riconosciuto (da lontano, tra l'altro) senza averla mai incontrata, è la persona che mi ha introdotta al camp, uno degli organizzatori e il vero core del barcamp, insomma per farla breve Matteo aka Paz83. Non mi viene di chiamarlo Matteo, per me è e resterà "Il Paz". 

Il suo caldo sorriso mi ha accolta come se fossimo amici di vecchia data, e già questo ha sciolto un po' la tensione.

Era un po' agitato (o forse è sempre così e a me sembrava teso), abbiamo scambiato quattro chiacchiere veloci, lui è rimasto fuori e noi siamo entrati. Dopo la registrazione all'EAVIcamp (e al Linux Day che era nella stanza accanto, a cui però purtroppo non mi sono nemmeno affacciata a dare un'occhiata), ad accogliermi con un altro bel sorriso Valentina: "Sei Ilaria di Rimini?" che ci consegna il materiale informativo dell'EAVIcamp, le t-shirt e le pennette usb con le informazioni sul barcamp contenute all'interno.

Aspetto con ansia l'inizio degli speech e li seguo tutti con attenzione per tutta la giornata, prendendo appunti e facendo foto (pessime). Bella questa storia del barcamp. Ci sono molte persone che vivono e pensano il web più o meno come te, riunite tutte insieme nella stessa aula, e disposte a condividere il loro pensiero. Ma anche chi non ha un blog, non è su facebook, twitter, tumblr, friendfeed etc. può trovare interessante un barcamp. Non occorre essere multimediali per fare una bella presentazione e uno speech accattivante: si può presentare il discorso con dei cartelloni attaccati alla lavagna, o leggerlo su una serie di foglietti, l'attenzione del pubblico sarà anzi forse maggiore e la presentazione simpatica e divertente. 

Non c'è gente che se la tira e che si crede chissà chi. Non importa quanto sei “famoso” nel web: se hai qualcosa da dire a riguardo sei sempre ben accetto e la gente ti ascolta e ti fa domande intelligenti fatte per capire e non tanto per farle. Il bello è proprio questo, “tutti partecipanti, nessuno spettatore”!

Puoi raccontare delle (s)fiabe in modo insolito, raccontare la tua città attraverso racconti, utilizzare Wiki in tutte le sue forme, farti paladino dell'Open Source o gestire e taggare una rete di eventi della tua regione, ma non solo, puoi creare una web tv, usare il web per dare voce alla tua cultura in un paese straniero, imparare e far imparare una lingua straniera, far conoscere a tutti la situazione di un popolo che rivive dopo un terremoto devastante e condividere la tua esperienza sul luogo, puoi anche far sentire la voce dei blogger che rischiano la libertà per il solo fatto di essere blogger, puoi farci del business con il web e anche comunicare attraverso allegorie fumettistiche e cartoni animati, educando anche i più giovani all'uso consapevole della Rete, puoi essere geek e anche donna, puoi creare e diffondere degli ebook tematici, e quant'altro, ma soprattutto puoi condividere tutto questo con il mondo intero, grazie a un click.

Sembra poco tutto ciò? Infatti c'è molto altro ancora, che si può fare con il web. All'EAVIcamp ho imparato, tra l'altro, che quello che uso io quotidianamente è solo una percentuale infinitesima di tutto ciò che si può fare, e che in realtà la maggior parte della gente, come me, utilizza solo una parte esigua delle potenzialità infinite che offre la Rete.

A breve racconterò a voce tutto questo a chi non c'era, per ora approfitto di questo post per ringraziare il mio accompagnatore speciale, che ha condiviso tutto questo con me... prendendo anche degli appunti!!! ;)

I miei complimenti agli organizzatori e tutti i partecipanti dell'EAVIcamp, che hanno condiviso le loro esperienze in perfetto stile 2.0, e soprattutto voglio ringraziare Paz83 che mi ha segnalato il camp e mi ha “convinta” (non si è dovuto sforzare troppo... eheheeh) ad andarci. Vabbè, lui voleva che facessi un intervento, ma non sono ancora pronta per questo... chissà che per il prossimo barcamp non ci faccia un pensierino e vi racconti qualcosa di mio... :P

"Sarò breve", disse qualche riga più sopra... e fu così che diede vita a un post lungo e forse alquanto noioso. Però ci tenevo tanto perché a me, 'sto EAVIcamp, m'è piaciuto assai. Purtroppo non ho continuato la serata e non ho socializzato forse molto con tutti, son timida io... :P Ci rifaremo la prossima volta! 

Concludo con un arrivederci e le foto che ho scattato -la qualità è pessima, ma non volevo disturbare i relatori con il flash, e poi con lo zoom della mia fotocamera le foto vengono male... insomma sulle foto #fail